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Questa pagina mostra un foglio di carte Piemontesi di Edoardo Pignalosa. È un altro stile a semi francesi di cui esistono tre composizioni, che variano da un minimo di 36 carte ad un massimo di 52.
Le Piemontesi, così come le carte Genovesi usate nella vicina Liguria, sono strettamente correlate allo stile franco-belga, di cui queste carte hanno conservato molti particolari, come ad esempio il copricapo esagonale quattrocentesco indossato da tutti i fanti, oppure i fiori che le regine tengono in mano, ed altri ancora. Tali somiglianze sono facili da comprendere se si considera che è soprattutto attraverso il Piemonte ad essere filtrata gran parte dell'influenza culturale francese in Italia.
Il foglio comprende carte non figurate a partire dall'1 (asso), per proseguire coi valori dal 6 al 10, e le tre figure. Tale composizione è quella più piccola di questo stile che, non a caso, coincide con quella dello stile nazionale francese. Come descritto a pagina 2 per le carte Trevigiane, Pignalosa potrebbe aver stampato le carte non figurate necessarie alle composizioni più ampie (mazzi a 40 e a 52 carte) su fogli separati.
Le dimensioni di questo foglio sono quindi minori rispetto a quelle medie degli altri, 50 x 34 cm.
Lo stile delle carte Piemontesi può essere facilmente confuso con le Genovesi o con le carte franco-belghe, ma due particolari permettono una facile identificazione.
In primo luogo, le figure sono raddoppiate seguendo una linea orizzontale, in contrapposizione a quella diagonale seguita dai due stili anzidetti.
Un secondo indizio è che gli assi sono circondati da una ghirlanda decorativa, che in alcune edizioni è sempre nera per tutti e quattro i soggetti, mentre in altre è nera per Picche e Fiori e rossa per Quadri e Cuori.
L'asso di Cuori non sempre ha la ghirlanda (mentre gli altri ne sono sempre circondati); nell'edizione di Pignalosa sono stati usati a questo scopo il nome e l'indirizzo del produttore: questi sono infatti scritti lungo una doppia riga verticale che corre da un lato e dall'altro del segno del seme, seguendo una linea sinuosa. È interessante notare che solo in questo stile l'indirizzo del produttore sembra far riferimento ad un doppio ingresso della bottega (numeri civici 76 e 77).
Sul retro del foglio è il semplice motivo a righe incrociate, con una piccola iscrizione sul bordo che probabilmente si riferisce ad una data: 6 Maggio 1949.
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