Quando nel 1935 la Persia cambiò il proprio nome in quello di Iran, le carte da gioco tradizionali erano già quasi scomparse, rimpiazzate dai comuni mazzi da Bridge. Pertanto questa pagina ha a che fare con la Persia assai più che con l'odierno paese.
Incuneata fra tre mondi, l'Oriente, l'Arabia e l'Occidente, la Persia agiva come un perno culturale sin dal VII secolo, quando aveva fuso le proprie origini e lingua indoeuropee con la religione islamica, ciò che aveva comportato l'adozione dell'alfabeto arabo.
Qui il gioco di carte Ganjifa nacque molti secoli addietro, forse poco dopo l'invasione della Persia da parte dei Selgiuchidi, nell'XI secolo, o da parte dei Mongoli, nel XIII secolo (si veda RAPPORTI FRA LE CARTE OCCIDENTALI ED ORIENTALI per altre note storiche e per le cartine). In entrambi i casi, le carte Ganjifa potrebbero aver rappresentato l'evoluzione di quelle più semplici che erano già state probabilmente ideate in Asia Centrale o in Estremo Oriente. |
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Quando le invasioni costrinsero una parte del popolo persiano a migrare verso le terre circostanti,
Ganjifa prese piede anche in India, dove divenne diffuso soprattutto sotto i regnanti Moghul (dal XVI secolo), e superò in durata la versione indigena del gioco (si veda la
galleria indiana per una descrizione dettagliata degli stili e numerose illustrazioni).
Le
Ganjifa non furono l'unico tipo di carte nate in Persia: un'altra varietà venne creaa molto dopo, probabilmente nel '600; piuttosto a sorpresa, queste carte furono le progenitrici di uno dei giochi più diffusi nel mondo occidentale, dove viene praticato con un mazzo internazionale standard.

ÂS NAS

Âs, raffigurante il leone |
Âs Nas è il gioco da cui potrebbe essere derivato il moderno Poker; la traccia scritta più antica risale al XVII secolo. La sua popolarità crebbe fra il '700 e l'800, due secoli durente i quali la Persia ebbe frequenti contatti coi paesi occidentali; poi, un po' alla volta, l'interesse per questo gioco declinò. Sono segnalati pochi mazzi prodotti nel corso della prima metà del XX secolo, ma il vero colpo di grazia fu dat all'Âs Nas dalla rivoluzione islamica del paese (1979): in conseguenza della rigida applicazione della legge basata sui codici religiosi, che si oppone al gioco d'azzardo, come pure a qualsiasi altro passatempo considerato "futile", è assai improbabile che oggi esistano ancora carte o giocatori. Pertanto anche questo gioco è da considerarsi prettamente persiano piuttosto che iraniano. |
L'
Âs Nas si pratica con una serie di cinque soggetti, tutte figure, ognuna delle quali è ripetuta quattro o cinque volte, per un totale di 20 oppure 25 carte. Pertanto non sono previste carte non figurate, né tantomeno semi di alcun tipo.
In genere le carte da
As Nas venivano dipinte su cartoncino, e poi laccate.
I soggetti, ordinati dal più alto al più basso, sono chiamati Âs ("asso", raffigurante un leone), Padishah ("re"), Bibi ("regina"), Sarbaz ("soldato") and Lakkat (la carta più bassa, più spesso raffigurante una danzatrice). Come variante, in alcuni mazzi al posto della danzatrice hanno il Kouli ("cacciatore"). I cinque personaggi sono solitamente ritratti in un ovale, come nell'esempio mostrato in questa pagina, ma in alcune edizioni sono effigiati a tutta figura. |

Padishah, il re |

Bibi, la regina |
Il colore dello sfondo cambia a seconda del valore; potrebbe essere stato utilizzato come un indice, che permetteva ai soggetti di essere facilmente identificabili dagli angoli, sempreché i giocatori persiani usassero tenere in mano le carte "a ventaglio", come fanno quelli occidentali. Di solito il leone è su fondo nero, o comunque più scuro degli altri colori, il re è sul verde, la regina è sul giallo, il soldato è sull'oro o sull'arancio, e la danzatrice sul rosso. In un piccolo numero di edizioni sono osservati schemi leggermente differenti.
A differenza di molti altri giochi descritti in questa sezione di carte senza semi tradizionali, l'
Âs Nas è basato sulle puntate, cioè è un gioco d'azzardo. Del modo in cui veniva effettivamente giocato se ne sono perse le tracce ormai da lungo tempo, ma il ricercatore Modar Neznanich, autore della pagina
Medieval Games, si è basato su fonti originali per ricreare le seguenti regole, che certamente non si discostano molto da quelle antiche.

Sarbaz, il soldato |
Si gioca con 20 oppure 25 carte, a seconda che prendano parte rispettivamente quattro o cinque persone.
All'inizio della mano il mazziere dà due carte coperte a ciascun giocatore, cominciando da quello alla sua sinistra. A turno i giocatori decidono se puntare; chi non lo fa esce dal gioco. A coloro che hanno fatto la propria puntata vengono date altre due carte. Segue un'altra serie di puntate, con l'eventuale scrematura di chi rimane in gioco, a cui viene data una quinta carta. Dopo un ultimo giro di puntate, le combinazioni vengono rivelate, e chi ha il punto più alto prende tutto.
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Lakkat, con la danzatrice |
Le possibili combinazioni, dalla più alta alla più bassa, sono le seguenti:
Âs Nas ha meno combinazioni del Poker in quanto mancano i semi, ma le analogie fra di loro sono palesi.
Sono state fatte congetture riguardo al modo in cui il gioco persiano potrebbe aver raggiunto i paesi occidentali, in particolare la Francia o gli Stati Uniti, portando alla creazione del Poker; comunque, nessuna prova che ciò sia realmente accaduto è mai stata fornita.
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