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mazzi a semi spagnoli
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antiche edizioni di fantasia


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GLOSSARIO
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tutti gli esemplari mostrati in questa pagina provengono da fedeli ristampe prodotte da Fournier (Spagna)


In questa pagina vengono presentati alcuni esemplari di Baraja Española in edizioni non standard, prodotte nel corso di circa un secolo, dai primi dell'800 ai primi del '900. Tranne una di esse, sono opera dei due maggiori produttori spagnoli, Clemente Roxas di Madrid (attivo principalmente all'inizio del XIX secolo), ed Heraclio Fournier di Vitoria (in attività dal 1868 ad oggi).

Baraja Neoclasica, di Clemente Roxas, 1810
La più antica del gruppo è l'edizione chiamata Baraja Neoclasica, stampata da Clemente Roxas nel 1810. Riproduce elegantissime incisioni di José Martinez, molto dettagliate e ricche di colore. I personaggi delle figure sono raffigurati davanti ad uno sfondo scenografico, in cui il cielo prende quattro diverse sfumature di colore a seconda del seme (giallo per i Denari, rosa per le Coppe, azzurro-grigiastro per le Spade e verde chiaro per i Bastoni). La distribuzione dei segni è di tipo tradizionale, ma la loro forma è più ricca di decorazioni, soprattutto le Coppe che, rifacendosi ai canoni del neoclassicismo (come dice il titolo del mazzo), hanno l'aspetto di antiche urne, da cui pende un festone. In ogni seme il 4 ha una piccola scena allegorica nel centro, a riempimento dello spazio vuoto.

Un'altra edizione di Clemente Roxas, datata 1815, si chiama Goyesca, riferendosi probabilmente alla produzione artistica di Francisco Goya, famoso pittore ed incisore di quegli anni, che ruppe la tradizione neoclassica e introdusse nelle sue opere delle tematiche improntate al realismo, spesso abbozzando le figure, a volte rendendole persino caricaturali per esagerare le caratteristiche dei soggetti ed ottenere un effetto satirico. In effetti, il vero tema ispiratore di questo mazzo è rappresentato dagli abiti tradizionali indossati dai personaggi delle figure e dalle figurine che occupano lo spazio centrale dei 4: ognuno di essi è riferito ad una diversa città o regione della Spagna, come indica una piccola didascalia alla base dell'illustrazione. Solo i re vestono in modo generico, e non hanno alcun testo sotto di loro.

Baraja Goyesca, di Clemente Roxas, 1815

Questa edizione, dal nome di Baraja de los Cuatro Continentes ("mazzo dei quattro continenti"), fu stampata da Castellanos di Madrid nel 1817.

mazzo "Quattro Continenti", di Castellanos, 1817
Le sue illustrazioni, ad opera di Manuel Alegre, sono di qualità simile a quelle della Baraja Neoclasica, ma qui anche i personaggi delle figure sono allegorici. Il tema del mazzo è incentrato sui quattro continenti del mondo (agli inizi dell'800 erano ancora quattro), ognuno dei quali viene rappresentato da un seme. I Denari sono l'America (del Sud), raffiguranti indios indigeni; le Coppe simboleggiano l'Asia, con personaggi ottomani; le Spade sono l'Europa, come suggerito dagli abiti di foggia occidentale; i Bastoni sono l'Africa (settentrionale), con figure dall'aspetto moresco. I soggetti delle piccole scene che per consuetudine decorano i 4 sono in accordo col continente a cui è abbinato il rispettivo seme di appartenenza.

Le due edizioni che seguono non hanno un nome né un titolo, non essendo ispirate ad alcun tema in particolare, rappresentando dunque un disegno puramente di fantasia. Entrambe sono composte da quaranta carte (cioè senza gli 8 e i 9).
La prima delle due, dai colori pastello, è l'opera di esordio di Fournier, datata 1868; nello stesso anno questo stile speciale vinse un premio all'Esposizione Internazionale di Parigi. Le figurine decorative che erano solite occupare gli spazi vuoti vennero abbandonate, rimpiazzate da righe di testo e da alcuni motivi geometrici. Nella parte centrale del 4 di Denari si legge N°.1, mentre il 4 di Coppe dà notizia del premio. Le due caratteristiche più innovative sono gli atteggiamenti dei personaggi delle figure, e la forma dei segni; in particolare, si noti l'aspetto poco rassicurante dei Bastoni (disegnati come clave ricoperte da spuntoni!).

Un'altra edizione che valse un premio al famoso produttore è quella datata 1889, il cui asso di denari, autocelebrativo, ci mostra la testa dello stesso Heraclio Fournier e, più in basso, i numerosi altri riconoscimenti che gli erano già stati tributati. In effetti questi disegni non sono molto diversi da quelli precedenti, ma qui tutti i soggetti hanno uno sfondo grigiastro, che fa risaltare i colori meglio che nella N°.1. Le figure sono anche più decorate, e i personaggi del seme di Bastoni chiaramente raffigurano i Mori: ciò non è un elemento tipico della Baraja Española tradizionale, ma è piuttosto frequente nelle versioni più fantasiose, tanto in edizioni più antiche (ad esempio, la "Quattro Continenti" illustrata in precedenza) quanto in quelle moderne (cfr. l'ultima illustrazione a pagina 1).

in alto: l'edizione Fournier N°.1, 1868

in basso: edizione disegnata nel 1889, sempre di Fournier

Anche l'ultima delle edizioni fantasia che viene mostrata è di Fournier; si chiama El Quijote, e risale ai primi anni del XX secolo.

mazzo El Quijote, di Fournier, dei primi del '900
Illustrata da E.Pastor, è dedicata al capolavoro di Miguel Cervantes, Don Chisciotte (la testa dell'autore è raffigurata sull'asso di Denari). Quasi tutti i soggetti riproducono sullo sfondo piccole scene e vedute ispirate al racconto.
La forma dei segni muta assai spesso, e in alcuni soggetti anche la loro distribuzione è particolare. Il mazzo ha quarantotto carte, più due comodines, cioè i soggetti aggiuntivi, il cui uso era stato introdotto di recente.

una delle comodines,
con Don Chisciotte



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GLOSSARIO

significato letterale
NAIPESCARTE DA GIOCO
BARAJAMAZZO
PALOSpaliSEMI
OROSoriDENARI
COPASCOPPE
ESPADASSPADE
BASTOSBASTONI
DIAMANTESdiamantiQUADRI
CORAZONESCUORI
TRÉBOLtrifoglioFIORI
PICOSPICCHE
ASASSO
SOTAFANTE (mazzi a semi spagnoli)
PAJEpaggioJACK (mazzi a semi francesi)
CABALLOCAVALLO
REINADONNA / REGINA
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